Il Pettirosso e Babbo Natale

Parola di Mamma 20 Dicembre 2021
Il Pettirosso e Babbo Natale

C’era una volta un piccolo uccellino marrone. Si chiamava Robin, e questa è la sua storia.

Era la settimana prima di Natale e il piccolo Robin era molto emozionato. Lavò e stirò sette vestitini per le gelide giornate in arrivo. Indossò il vestito bianco e andò a pattinare sullo stagno ghiacciato. Allo stagno incontrò il Ranocchio. "Ho tanto freddo” disse il Ranocchio, “mi puoi aiutare?”. L’uccellino diede al Ranocchio il suo vestito bianco. “Ho altri sei vestiti” pensò, guardando il Ranocchio che saltellava felice.

Il sesto giorno prima di Natale, il piccolo Robin indossò il vestitino verde e uscì a giocare nella neve. Lungo il sentiero vide arrivare il Riccio. “Sto congelando!” disse quello. Allora Robin regalò al Riccio il suo vestito verde. “Ho ancora cinque vestiti” pensò, salutando l’amico spinoso.

Il quinto giorno prima di Natale, il piccolo Robin indossò il vestitino rosa e uscì a caccia di vermi. Non era andato molto lontano, quando incontrò la Talpa. “Brrrrrr! Il terreno è troppo duro da scavare, e mi sto ghiacciando!” si lamentò quella. Così l’uccellino regalò alla Talpa il suo vestito rosa. Le andava un po’ stretto, ma la Talpa non vi badò. Era bello ed era caldo. “Mi rimangono quattro vestiti” pensò Robin.

Il quarto giorno prima di Natale, l’uccellino indossò il vestito giallo e volò tra i rami della grande quercia dove trovò lo Scoiattolo. “Ho così tanto freddo che non riesco a dormire!” brontolò lo Scoiattolo. Il piccolo Robin gli offrì il suo vestitino giallo. “Ora mi restano solo tre vestiti” pensò mentre lo Scoiattolo si assopiva.

Il terzo giorno prima di Natale, l’uccellino indossò il suo vestito azzurro. Stava scendendo in picchiata attraverso le nuvole, quando intravide il Coniglio sulla collina. “Sto battendo i denti dal freddo!” disse il coniglio tremando. Allora il piccolo Robin diede al Coniglio il vestitino azzurro. “Bene, mi rimangono ancora due vestiti” si disse, mentre il Coniglio riprendeva contento la sua strada.

Due giorni prima di Natale, il piccolo Robin indossò il vestitino viola e fece una passeggiata lungo il fiume. Sulla riva c’era la Lontra con il suo cucciolo. Era molto triste. “Il mio bebè sta male!” disse. Il vestitino viola andava a pennello al cucciolo di lontra e lo fece sentire subito molto meglio. “Oh oh, mi è rimasto un solo vestito” pensò l’uccellino.

Il giorno prima di Natale, il piccolo Robin indossò il suo ultimo vestito, di calda lana arancione. Stava camminando e fischiettando tra sé, quando incontrò nel prato un Topolino tutto tremante. L’uccellino provò tanta pena che si tolse subito il suo ultimo caldo vestitino e glielo infilò sopra le orecchie gelate.

Era arrivata la sera della Vigilia di Natale, nevicava e il povero uccellino non aveva nulla di caldo da indossare. Lì intorno non c’era nessuno che potesse aiutarlo e la strada verso casa era lunga. Gonfiò le piume più che poté e si rannicchiò tutto triste sopra un tetto pieno di neve.

Presto si addormentò. E nemmeno le campanelle della slitta lo svegliarono né lo scricchiolare della neve sotto due pesanti scarponi neri.
Due manone lo sollevarono e lo deposero tra una soffice barba bianca. “È meglio che tu venga con me, amico!” disse ridendo una vociona allegra. “Questa è la creatura generosa di cui ti ho raccontato” disse l’uomo alla moglie. “Quindi si merita un regalo speciale” ribattè lei.
E, con l’uccellino accoccolato al calduccio in grembo, la signora si mise all’opera. Tirò un filo di un grande cappotto rosso vivo e con esso lavorò a maglia un vestitino. Grande giusto giusto per un uccellino.

“Sono molto fiero di te” disse l’uomo sorridendo. “Hai regalato tutti i tuoi vestiti per aiutare gli altri. Tu possiedi il vero spirito del Natale e adesso è giunto il momento del tuo regalo. Questo vestito è molto, molto speciale: ti terrà caldo per sempre e quando la gente ti vedrà, dirà “Guarda, il Pettirosso!” e si sentirà scaldare il cuore”.

 Era tempo di partire, per riattraversare i cieli mentre il sole sorgeva a baciare la terra. L’uccellino era felicissimo, il suo petto risplendeva di rosso come il naso di una renna. Presto l’uccellino fu di nuovo a casa. “Buon Natale!” gridò l’uomo salutandolo e volò via. “Addio, e grazie!” lo salutò il piccolo Robin.

Arrivò la mattina di Natale. Le bambine e i bambini di tutto il mondo stavano aprendo i loro regali. Robin il Pettirosso volò sul ramo più alto, orgoglioso del suo nuovo vestitino, e cantò dolcemente per augurare a tutti Buon Natale!

( di Jan Fearnley)

Articolo pubblicato da Alessia Amitrano

Mi chiamo Alessia e lavoro da anni come esperta di contenuti digitali presso Emmemedia. La passione per la scrittura e la mia innata curiosità, mi hanno spinto a conseguire una laurea in Filosofia e Comunicazione e un'altra in Scienze della Formazione Primaria. Da sempre affascinata all'universo dei bambini, ho lavorato in passato come educatrice. Una passione sempre più forte, determinata dalla nascita della mia bambina.

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